martedì 14 novembre 2017

NTE (Not Too in Education) - Studenti universitari fuori corso


Il termine NTE è l'acronimo di Not Too in Education, termine da me stesso coniato, come evoluzione del più famoso NEET.
Il NTE (in italiano la resa sarebbe: non troppo educato, non troppo istruito) è un giovane che, nonostante sia mecenato dalla famiglia negli studi universitari, risulta in ritardo con la carriera. Il giovane spesso di trova lontano dalla famiglia di origine, con il quale spesso detiene un rapporto di dipendenza affettiva (oltre che come già detto, economica), di cui avevo già parlato nell'articolo su amae.

Da buon ricercatore sul campo, ho incontrato negli ultimi anni molti NTE (ovviamente non li consideravo ancora tali, in quanto l'acronimo è nato in seno alla volontà di scrivere questa ricerca), di cui riporto quattro incontri più significativi:

1) M. 24 anni, studente iscritto al 6° anno della triennale in Lingua (3° anno fuori corso).
Originario della provincia, il giovane vive in città grazie al sussidio famigliare. Lo incontro fuori da un'aula, prima di un esame. E' visibilmente teso. La spada di Damocle che pende sulla sua testa, sembra essere un ostacolo insormontabile: se non passerà il suddetto esame, perderà la casa in città, dovrà tornare dai genitori, e sarà costretto a fare il pendolare. Incontro nuovamente il ragazzo pochi giorni dopo. L'esame non è stato superato. Ovviamente la casa è stata mantenuta.

2) I. 26 anni, studentessa iscritta al 9° anno della triennale in Biologia (6° anno fuori corso).
Si tratta di un caso molto particolare.  La ragazza sembra avere un Q.I. relativamente basso, e per questo fatica a prendere la concentrazione. Nonostante tutto, su obbligo dei genitori, sta portando avanti questo percorso di studi. Incontro nuovamente I. dopo un anno circa. Mi dice che si è finalmente laureata (col minimo dei voti, ed una tesi compilativa scritta in pochi giorni). Le chiedo cosa vorrà fare del suo futuro. Mi dice che i genitori la stanno spingendo a fare la magistrale. La storia di ripete.

3) G. 24 anni, studente iscritto al 4° anno di Ingegneria (1° anno fuori corso). G. è un simpatico ragazzone pugliese dai radi capelli rossi. Nonostante sia iscritto da tre anni, il giovane ha sostenuto con successo poco più di una manciata di esame del primo anno, e uno del secondo. I genitori (che sorprendentemente si stanno dimostrando meno pazienti degli altri), durante l'attuale anno scolastico, lo hanno iscritto ad una residenza universitaria, dove per poter rimanere, è obbligatorio dover sostenere un numero minimo di esami. Il giovane spende molto del suo tempo lontano dallo studio. Sembra essere consapevole del destino che lo attende, ma non fa nulla per cambiarlo.

4) N. 26 anni, studente iscritto al 4° anno di Lingue (1° anno fuori corso). N. è un mio ex compagno delle superiori. Ci ritroviamo dopo diversi anni, ed iniziamo a parlare delle nostre vite. Viene presto fuori questa problematica. Il giovane, al contrario di molti altri NTE, sembra accusare molto la sua situazione. Il mecenatismo genitoriale è un peso, e l'aver dato solo tre esami in quattro anni, un disonore dal peso insopportabile. Noto una sana autocritica, e spero che possa rivalersi del tempo perso.

_______________

Nonostante queste interviste, non mi sentivo soddisfatto nel pubblicare una relazione. Sentivo che mancava qualcosa. Decido allora di andare nuovamente sul campo: il campo dei NTE, finora da me inesplorato. Mi reco davanti ad una delle sede principali dell' università. Sulle scalinate sono soliti posizionarsi giovani promoter, che distribuiscono volantini. Trovo una ragazza che penso faccia al caso mio. Mi sbaglio. La ragazza mi rifila una pubblicità di una libreria di libri usati in zona. Ritento la fortuna nella vicina aula studio, patrocinata dall'ente dello studio regionale. La struttura, oltre che gli studenti, ospita a anche giovani che consumano e spacciano droghe leggere, utilizzando il cortiletto interno per le loro attività. Mi avventuro tra i tavoli in cerca di qualche volantino che pubblicizzi una serata universitaria. Ho l'imbarazzo della scelta.

Con mia enorme fortuna, si tratta della serata stessa. Decido di andarci. Gli impegni lavorativi mi fanno arrivare alla sera distrutto. Tuttavia, dopo una doccia, ed una bevanda energetica, a cavallo della mia bicicletta, mi reco nel quartiere della movida. Lego la bici ad un palo (pregando di ritrovarla al mio ritorno), ed entro nel locale.
Quello che vedo, bè fatevi un'idea con queste foto, prese direttamente dalla loro pagina Facebook:

Giovane donna sorride all'obietttivo

Tre giovani donne sotto un tavolo (motivo ignoto)

Giovane donna con rossetto rovinato

Giovane uomo fuma all'interno del locale

Due giovani si baciano, mentre una terza tatuata sorseggia un cocktail
Giovane donna viene palpata al seno

Giovane donna mostra il capezzolo all'obiettivo

Giovane donna simula sesso orale nei confronti del fotografo

Il problema dei NET, non è da ricercare nel loro stile di vita. Le loro mancanze derivano da una mancata educazione. In Italia la scuola (di qualsiasi livello sia), si occupa esclusivamente di istruzione. L'educazione è lasciata in mano alla famiglia. E quando vi sono genitori poco autoritari ed accondiscendenti, il risultato si vede nelle foto appena commentate.

Quelli dell'università dovrebbero essere anni di istruzione e formazione, ma vengono visti dai nostri giovani esclusivamente come anni di divertimento, da passare tra i piaceri effimeri.

E' un circolo vizioso che non tarderà a produrre ulteriori disagi nel nostro paese, poichè sono questi tipi di persone che portano avanti la nostra specie.

Nessun commento:

Posta un commento